PD, non c’è rinnovamento senza (auto)riforma - DI PIERO AMBROSI
venerdì, 04 luglio 2014 riforme Istituzionali
 
 
All’indomani del voto amministrativo, sembra, consolidarsi la convinzione  di un Renzi e di un Partito Democratico a doppia velocità. E’ una tesi verosimile, con un eccesso di semplificazione. Quattro mesi di Renzi alla guida del Governo hanno rilanciato il ruolo dell’Italia e la fiducia degli Italiani nel futuro del nostro Paese. Sono stati quattro mesi di accelerazioni e di rotture, che lasciano l’impronta di una decisa volontà di rinnovamento e il voto per il Parlamento europeo ha premiato  l’impegno, la tensione  civile e l’entusiasmo del leader .
Ora se è vero che non ci possono essere un Renzi che vince senza il Partito Democratico ed un Partito Democratico che perde senza Renzi  (anche se va riconosciuto che il Partito Democratico conquista 2/3 delle Amministrazioni),  è pur vero che l’andamento delle elezioni comunali (sia dove si vince, sia dove si perde) consegna la certezza di un lavoro incompiuto. Ed è un messaggio anzitutto per Renzi, che,da segretario del PD, plebiscitato alle primarie di dicembre, non potendo più parlare dei politici in terza persona,dovrà affermare nel partito quel che gli riesce così bene di trasmettere al Paese: non c’è rinnovamento senza riforme e tra le prime riforme c’è quella del Partito Democratico. L’Italia può guardare con serenità alle sue prospettive contando su un leader forte e motivato come Renzi e su un partito aperto , dinamico e riformatore, come il Partito Democratico ancora non è. E sicuramente non lo è in tanti territori.
Renzi può cambiare verso all’Italia con un disegno di protagonismo e di responsabilità  che coinvolga  l’intera sistema  delle Autonomie. Sulla scorta dei dispiaceri arrivati a Renzi e al Partito Democratico dal voto in Comuni importanti, molti commentatori hanno dichiarato esaurita la ribalta nazionale dei Sindaci, oggi alle prese con finanze limitate e compartecipazione non gradita a tasse e tributi a carico degli amministrati. L’avanzata di Renzi, però, è legata anche alle sue credenziali da ‘Sindaco  d’Italia’ ed egli sa bene che il cambiamento pretende una radicale discontinuità negli ambiti locali a partire dai gruppi dirigenti del PD , dove si annidano conservatorismi e rendite di posizione.                                                   
Queste contraddizioni, sono esplose con il voto dell’ 8 Giugno. Il campanello d’allarme era già suonato in numerosi Congressi provinciali e regionali, con tanto di pratiche logore di tesseramento e di  annullamento del dibattito, di svuotamento degli organi e di adesioni collettive, supportate da finanziatori ignoti. Alla radice delle sconfitte e delle vittorie ‘ di Pirro’ nelle utlime elezioni comunali ,ci sono proprio  quelle oligarchie, fondate su tessere e apparati, guidate da feudatari che perpetuano  la presenza politica  ancorata alla pura gestione del potere e all’occupazione delle istituzioni; alla funzione dispensatrice di favori e privilegi, alla trasformazione delle “municipalizzate” in centrali di clientele e disservizi e all’utilizzo spregiudicato della macchina e della spesa pubbliche.
                Il combinato tra le alterazioni patologiche delle iscrizioni al partito (utili alla conta interna) e le campagne dispendiose e senza regole per l’acquisizione della preferenza unica  è la base e la garanzia del correntismo deteriore, attraverso una rete inossidabile di canne d’organo, dal centro alla periferia, alla stregua di presidi militari, che almeno fino all’avvento di Renzi hanno portato il PD in ostaggio dei ‘micronotabili’, secondo l’efficace descrizione di Mauro Calise che infatti specifica ‘…la definizione stessa di corrente appare inappropriata per le aggregazioni attuali che hanno, come tratto distintivo e portante, non un orizzonte culturale ma la logica micro personale..’. Micronotabili, si badi bene, che si sono appropriati del nuovo marchio (..todos  renziani) per mantenere il vecchio potere, ma sempre pronti a contestare una forte leadership centrale in nome, beninteso, della collegialità!  Un partito così, anche quando vince, è destinato a perdere ed oggi inizia anche a perdere appuntamenti elettorali. Sarà un caso che in uno degli epicentri  negativi del voto comunale, la Provincia di Roma, con pesanti sconfitte nelle città più popolose e rilevanti, ci siano stati più iscritti-votanti ai recenti Congressi che nella Città di Roma, che ne doppia i residenti?
il PD, per ritrovare ovunque sintonia con Renzi  e la sua capacità di intercettare la domanda d’innovazione, deve aprire porte e finestre e coniugare principio di maggioranza e pluralismo. Bisogna ricostruire il partito-comunità che non esclude e marginalizza e soprattutto non brinda quando si moltiplicano assenze e silenziosi abbandoni. Gli elettori non votano i candidati del PD  se fiutano repliche  e scarsa autonomia; i cittadini non entrano nel PD se vedono il merito sacrificato alla fedeltà di corte, se non si sentono affrancati da  burocrazie cavillose, se non avvertono la libertà di partecipare e di decidere. Servono scelte radicali: liberalizzare l’ingresso nel PD, purché sia trasparente la responsabilità personale; favorire la circolarità delle idee e delle esperienze e assicurare  la rotazione negli incarichi; fare luce quotidiana sul reperimento e la gestione delle risorse finanziare. Serve insomma un grande sforzo, anche legislativo, per dare piena attuazione all’art.49 della Costituzione, dando priorità alle forme e alle tutele della democrazia interna di un soggetto non più di natura privata, ma di interesse e pubblico, come il partito. E serve ricreare condizioni di uguaglianza  nell’accesso alla vita e all’organizzazione del PD e ancor più nelle competizioni elettorali, oggi viziate da squilibri e opacità nell’impiego di fondi e nei rapporti con i gruppi d’interesse. I risultati delle elezioni  amministrative ci dicono che se le scelte non le facciamo con i cittadini, la selezione la fanno i cittadini, anche senza di noi.
 
                                                                                                             
 
 
 
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