IL VALORE PROFETICO DELL’OPERA DI DON LUIGI DI LIEGRO di Luciano Di Pietrantonio
martedì, 11 ottobre 2011 politica
 

 Il valore profetico dell’opera di Don Luigi Di Liegro

14 anni fa ci lasciava il “grande prete romano”

 

 di Luciano Di Pietrantonio 

                                                  
Domenica 12 ottobre 1997, a 69 anni, a Milano, moriva il fondatore della Caritas Diocesana di Roma, all’ Ospedale S. Raffaele.
Ricordare l’opera di Don Luigi Di Liegro significa mantenere vivo il pensiero e la lungimiranza sulle trasformazioni avvenute, nella nostra società nel corso dell’ultimo ventennio, intuite con spirito profetico.
Capì prima di altri, in questo caso prima delle istituzioni, delle forze politiche, della società civile che, ad esempio, il fenomeno immigrazione era complesso e difficile da affrontare per trovare  soluzioni giuste ed equilibrate.
Non un problema che poteva essere ricondotto solo a divieti ma a trovare regole equilibrate, oppure no ad esasperate forme di razzismo di convenienza, invece che a forme di integrazione secondo le diverse esigenze come quelle familiari, produttive, imprenditoriali.
Non a caso Di Liegro, primo Direttore della Caritas di Roma, fu consultato ripetutamente, dalla metà degli anni ottanta, per aiutare a elaborare i primi interventi a livello legislativo, in materia d’immigrazione, avviando forme di tutela e regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari, come ingresso, soggiorno, espulsione e diritto d’asilo.
In questo ambito l’emergenza migratoria era considerata come questione di ordine pubblico, trovò invece (una nuova forma perché venne introdotto, per la prima volta dalla legge, lo strumento della “programmazione dei flussi immigrati “.
La linea della solidarietà di Di Liegro, iniziava a essere compresa dopo tante battaglie e tante delusioni.
La sua intuizione, alimentata dalla testimonianza quotidiana, poneva al centro dell’azione pastorale, la questione del disagio sociale, nelle forme più evidenti presenti nella realtà romana, spesso ignorate e conseguentemente non considerate.
In questo ambito la realizzazione da parte della Caritas, dopo tanti tentativi per sensibilizzare i pubblici poteri, di strutture come l’ Ostello di Roma Termini, la Mensa di Colle Oppio, il Centro di Accoglienza di Villa Glori per serio positivi, la Casa di S. Giacinta a Ponte Casilino, solo per citarne alcune, hanno rappresentato la prima risposta a Roma ai bisogni dei più deboli, dei più fragili, in una parola degli “ultimi”.
L’opera di Don Luigi Di Liegro ha avuto un grande valore profetico, perché ha saputo vedere, capire, discernere e interpretare i grandi cambiamenti, non solo sociali ma anche culturali che hanno trasformato la comunità romana, e più in generale il nostro paese.   
Per ricordarlo, mercoledì 12 ottobre 2011, verrà celebrata una S. Messa, da Mons. Vittorio Nozza, Direttore della Caritas Italiana, il Coro di Roma sarà diretto da Mons. Marco Frisina, nella Basilica dei Santi XII Apostoli.
Nella comunità romana, e non solo, Don Luigi è ricordato con tanto affetto e con grande rispetto, perché era un prete autentico, e testimoniando il Vangelo, ha saputo dare speranza e fede a tanti uomini e a tante donne.
Oggi è sepolto al Verano, nella Cappella Pro Clero, che da oltre un anno e mezzo è chiusa per lavori di restauro e manutenzione; anche se fiori non si potranno portare a Don Luigi, un pensiero, una preghiera e opere di bene, certamente non mancheranno.
                                                                                                                        
 
 
Roma,11 ottobre 2011     

 
 
 
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