8 dicembre: dal Giubileo della Misericordia alle altre ricorrenze significative! - di Luciano Di Pietrantonio
lunedì, 07 dicembre 2015 notizie
 
L’8 dicembre è stato sempre un giorno ricco di significati. Eventi religiosi, storici, di cronaca, sportivi, di costume e ricorrenze. In questo anno, che volge velocemente al termine, si apre la Porta Santa nella Basilica di San Pietro per il Giubileo straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco, ed annunciato per mezzo della Bolla pontificia, con inizio l’8 dicembre 2015, per concludersi il 20 novembre 2016 (Festa di Gesù Cristo Re dell’Universo). La scelta di tale data non è stata casuale, cadendo in tal giorno il cinquantesimo anniversario della chiusura ufficiale del Concilio Ecumenico Vaticano II, chiuso da Papa Paolo VI.
 
Prima di tale data però, come segno della vicinanza della Chiesa universale alla Repubblica Centrafricana a una terra che soffre da diversi anni la guerra e l’odio, l’incomprensione e la mancanza di pace, Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della Misericordia, nella Cattedrale di Notre – Dame di Bangui il 29 novembre, in occasione del suo viaggio apostolico in Africa. Anticipando così l’inizio del Giubileo straordinario, in quel Paese.
“Per i Paesi che soffrono la guerra chiediamo la pace! E tutti insieme chiediamo amore e pace” ha detto Papa Francesco all’inizio della celebrazione, ed ha concluso: “E adesso, tutti insieme, (in lingua sango  “Doyè Siriri!”, hanno ripetuto tutti i presenti) con questa preghiera incominciamo il Giubileo: qui, in questa capitale spirituale del mondo, oggi.”
 
I significati che sono stati attribuiti a questo evento ecclesiale africano, che si può considerare unico nella storia della Chiesa degli ultimi sette secoli,  costellata di Anni Santi - ordinari e straordinari, e che nel corso dei secoli hanno assunto le caratteristiche di evento non solo religioso, ma anche storico, culturale, artistico, civile, economico e sociale - sono ancora significati da interpretare nel corso dei prossimi anni.
 
Una interpretazione, certamente forzata, ma con una logica idealmente risarcitoria, è quella di spronare i Paesi ricchi e sviluppati, in modo particolare quelli del vecchio Continente, ad aiutare l’Africa. Il collegamento è nella storia. Infatti la colonizzazione dell’Africa da parte della nazioni europee, raggiunse il proprio apice a partire dalla seconda metà del XIX secolo, periodo in cui si ebbe una vera e propria spartizione dell’Africa, i cui protagonisti furono Francia e Gran Bretagna e, in misura minore, Germania, Portogallo, Olanda, Belgio, Spagna e Italia.
 
Ricordare che il colonialismo è stato definito come l’espansione di una nazione su territori e popoli all’esterno dei suoi confini, spesso per facilitare il dominio economico sulle risorse, in nome o per una presunta “missione civilizzatrice” nei confronti dei popoli relativamente arretrati, anche come quelli dell’Africa sub sahariana. Le potenze coloniali europee si dedicarono soprattutto allo sfruttamento delle grandi risorse naturali del continente. Soltanto in alcuni casi la presenza europea in Africa, portò a un effettivo sviluppo delle regioni occupate.
 
I vari stati africani indipendenti, in quel contesto storico, resistettero tutti, inutilmente, alla penetrazione degli europei, che si espresse dopo le invasioni, in due forme di colonialismo: commerciale prima e successivamente moderno. Da qui il nome di “terzo mondo,” coniato nella metà del XX secolo. Questa, come affermato, può essere una chiave di lettura per interpretare la scelta giubilare di Papa Francesco a Bangui; è la politica dei simboli e dei gesti, “dell’uomo venuto dalla fine del mondo” che interpreta il futuro.
 
L’evento giubilare a Roma dall’8 dicembre, assume una valenza di portata universale, nel giorno che si apre la Porta Santa della Misericordia della Basilica di San Pietro. Nella storia dei Giubilei, sono 25 quelli ordinari celebrati (il primo nel 1300, l’ultimo nel 2000) e oltre una novantina quelli straordinari celebrati in occasione di avvenimenti particolari. Nel XX secolo ci sono stati due Giubilei straordinari: l’Anno Santo del 1933, indetto da Pio XI per il XIX centenario della redenzione, e quello del 1983, indetto da Giovanni Paolo II per i 1950 anni della redenzione. Due Anni Santi della redenzione, che hanno avuto valore universale, sono durati un intero anno, “per sottolineare la centralità del mistero della redenzione, come motore della fede.”
 
La città di Roma si appresta ad affrontare il Giubileo, con un rito inaugurale definita una “celebrazione molto semplice,” e sarà trasmessa in mondovisione. Le Autorità per l’ordine pubblico hanno previsto, in via prudenziale, il “bollino rosso,” al massimo livello di attenzione. Le misure anti – terrorismo, il controllo sulla sicurezza, il divieto agli aerei e ai droni di sorvolare il Centro Storico della città, la proibizione di trasportare armi e carburante, interpretano il clima urbano dell’evento, e rappresentano gli elementi di ansia e di preoccupazione presenti nei turisti e nei cittadini.
 
Spesso, però, i problemi sono anche altri: la capacità recettiva, la funzionalità dei trasporti, i furti, i lavori pubblici programmati e non realizzati, il decoro urbano. La sfida che Roma affronta, per non sfigurare, è impegnativa. Certamente riuscirà a dare il meglio di se, perchè i cittadini romani impegnati, delle diverse categorie, e le istituzioni preposte, saranno in condizione di dare il contributo positivo nell’accogliere i pellegrini di tutto il mondo e dare sicurezza e tranquillità.  
 
Occorre, inoltre, ricordare che le Porte Sante a Roma, in questo Anno Santo della Misericordia sono sei, oltre a quelle storiche della quattro basiliche patriarcali, Papa Bergoglio ha voluto aggiungere due “periferiche”: quella geografica del Santuario del Divino Amore e quella della “Carità” (o della “solidarietà”) all’Ostello della Caritas Don Luigi Di Liegro, a Roma Termini. Inoltre, per la prima volta nella storia, in tutte le cattedrali e le chiese nel mondo, verranno aperte le Porte Sante.
 
Ecco perché nella Bolla, il Pontefice scrive che: “La misericordia possiede una valenza che va oltre i confini della Chiesa. Essa ci relaziona all’Ebraismo e all’Islam, che la considerano uno degli attributi più qualificanti di Dio. Questo Anno Giubilare, vissuto nella misericordia possa favorire l’incontro con queste religioni e con le altre nobili tradizioni religiose; ci renda più aperti al dialogo per meglio conoscere e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione.”
 
Fra le ricorrenze significative, che cadono l’8 dicembre, ce ne sono alcune che è importante ricordare. 
 
Il golpe Borghese, nel 1970, (citato anche come  “golpe dei forestali”o “golpe dell’Immacolata”) si indica un tentativo di colpo di Stato in Italia, nella notte fra il 7 e l’8 dicembre. Junio Valerio Borghese (ex- comandante della X-Mas, nome di battaglia il “principe nero” in stretto rapporto con Avanguardia Nazionale), con un commando armato occuparono l’armeria del Ministero dell’Interni, dopo aver iniziato la distribuzione di armi, nell’ambito di una ambigua operazione dal nome in codice “Tora Tora,”  lo stesso Borghese darà l’ordine di annullare l’operazione, che prevedeva tra l’altro, anche l’occupazione del Ministero della Difesa e  la sede della Rai, da dove doveva essere letto un “proclama”,  annunciando l’avvenuto colpo di Stato. A oggi, quella vicenda dopo varie inchieste, è ancora uno dei tanti misteri italiani irrisolti.
 
Viene assassinato John Lennon a colpi di pistola, nel 1980, da un suo fan, Mark D. Chapman, a New York, era la sera dell’8 dicembre. Aveva 40 anni, ed è stato compositore e cantante del famoso gruppo musicale dei Beatles, che con Mc Cartney ha formato una delle più importanti partnership musicali di successo nella storia della musica del XX secolo, scrivendo “alcune tra le più famose canzoni della storia del Rock and roll”. Lennon fu anche musicista solista, autore di disegni e testi poetici, attore cinematografico inglese, nonché attivista politico e paladino del pacifismo.
 
La Juventus vince la Coppa Intercontinentale nel 1985 (Toyota Cup) a Tokyo in Giappone. La ventiquattresima edizione del trofeo riservato alle squadre vincitrici della Coppa dei Campioni (Europa) e della Coppa Libertadores (Sud America), disputatasi l’8 dicembre, fra l’Argentinos Juniors e la Juventus, è ritenuta la migliore edizione nella storia del torneo per livello tecnico e agonistico oltreché, in generale, uno dei migliori incontri mai giocati nella storia dello sport. Gli italiani prevalsero al termine di un incontro deciso – per la prima volta nella storia della manifestazione – ai tiri di rigore, in cui gli juventini prevalsero per 4 a 2. la Juventus divenne il primo e rimane tuttora l’unico – club al mondo ad avere conquistato almeno una vota tutti i trofei a livello internazionale. Era allenatore Giovanni Trapattoni e giocavano Platini, Scirea e Cabrini.
 
Il giorno festivo dell’8 dicembre, è uno degli undici giorni previsti dal nostro ordinamento, ed è dedicato all’Immacolata Concezione, che significa per i fedeli cattolici, la nascita di Maria senza peccato originale. La storia ci ricorda che il dogma fu promulgato, nella Cappella Sistina, dal beato Pio IX, l’8 dicembre 1854. Una festa celebrata dall’XI secolo e la solennità richiama al culto della Madre del Signore. Come tradizione ormai dal 1953, (inizio dell’Anno Mariano) il Papa si  reca in piazza di Spagna per portare un omaggio floreale alla statua della Madonna. L’8 dicembre del 1857, venne inaugurato il monumento dell’Immacolata, progettato dall’architetto Poletti, alla sommità  l’effigie della Vergine, realizzata dallo scultore Obici. In questa occasione gruppi, associazioni, istituzioni e personalità portano fiori ai piedi della Madonna: una tradizione popolare dei romani.
 
Ecco il perché dei tanti significati e dei tanti ricordi sull’8 dicembre, che se ci si pensa bene, guardando e facendo memoria del passato, si può avere speranza nel futuro, perché la storia quasi sempre è maestra di vita. E in questo periodo difficile da interpretare, sono molti che hanno bisogno di speranza.
 
Roma, 7 dicembre 2015
 
 
 
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