70 anni fa veniva istituito l’UNESCO: era il 16 novembre 1945 - di Luciano Di Pietrantonio
domenica, 15 novembre 2015 notizie
 
L’Italia ha il maggior numero di siti di “Patrimoni dell’Umanità” e la barbarie di Parigi
 
Spesso sentiamo parlare o leggere delle iniziative e dell’attività dell’UNESCO, in modo particolare quando gli argomenti sono la tutela di beni  culturali esistenti, oppure quando vengono distrutti importanti testimonianze del patrimonio culturale mondiale. Esempi lampanti di queste distruzioni, tra le altre, sono le due enormi statue dei Buddha di Bamiyan ad opera dei talebani, in Afghanistan nel 2001, e recentemente lo scempio al sito archeologico di Palmira – il gioiello del deserto – in Siria, da parte dello Stato Islamico (Isis) anche con l’abbattimento dell’arco di trionfo, costruito 2000 anni fa.
 
Cosa sappiamo dell’UNESCO e quanti lo conoscono? UNESCO, è l’acronimo che nasce da “Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura” (in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) e la sua Costituzione è stata firmata a Londra, il 16 novembre 1945, l’anno successivo è entrata in vigore, dopo la ratifica di venti Stati. La “mission” dell’UNESCO si poteva così riassumere: “Favorire la collaborazione tra le nazioni in nome della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo e sostenere la crescita educativa e culturale dei paesi devastati dalla guerra”.
 
I 44 Paesi che parteciparono alla Conferenza Internazionale della Società delle Nazioni (1 – 16 novembre 1945), si trovarono concordi sull’esigenza di dar vita a un organismo, che esprimesse una vera cultura di pace e incarnasse un nuovo spirito di solidarietà intellettuale e morale tra gli uomini, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione. Principi inseriti nell’Atto Costitutivo dell’UNESCO firmata da 37 nazioni (che ne segnò l’atto di nascita formale), e nel Preambolo viene ricordato questo principio fondamentale: “Poiché le guerre hanno origine nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che si debbono innalzare le difese della pace”.
 
L’UNESCO, quindi, è una agenzia specializzata delle Nazioni Unite per promuovere: “il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali”, così come sono definite e affermate dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’ONU. L’Italia ottenne l’ammissione, nella seconda Conferenza Generale dell’UNESCO, con voto unanime, a Città del Messico l’8 novembre 1947. Nel corso degli anni ci sono state molte controversie fra Stati, alcuni si ritirarono come Stati Uniti e Regno Unito, per rientrare successivamente, fatti i dovuti chiarimenti sul piano internazionale. Oggi l’Agenzia delle Nazioni Unite conta 195 Stati Membri e 9 Membri Associati, sostanzialmente lo stesso numero delle Nazioni dell’ONU.
 
Nel corso di oltre un quarto di secolo dalla sua istituzione, l’UNESCO ha assunto un’altra fondamentale missione: preservare siti storici e naturalistici preziosi per l’umanità. L’episodio fondamentale fu il progetto di una diga ad Assuan, in Egitto, che esponeva a disastrosi effetti di un’inondazione gli storici e splendidi “templi di Abu Simbel”, le 4 colossali statue, alte 20 metri, una vera meraviglia dell’antichità, che furono realizzate oltre 3000 anni fa ai tempi del Faraone Ramses II.
 
La campagna lanciata dall’UNESCO portò alla decisione di mettere al sicuro le antiche strutture, smontandole e rimontandole in altro luogo. A questa seguirono altre iniziative simili, fino alla definitiva adozione, nel 1972, della “Convenzione sul Patrimonio dell’Umanità,” che istituiva una lista speciale dei siti storici e naturalistici, segnalati per valori di “universalità”, “unicità”, e “insostituibilità”, indicati nella Convenzione. All’inizio degli anni ’90 alla lista principale si è aggiunta un’altra lista, nota come lista memorie del mondo che contiene le collezioni documentarie di interesse universale, e successivamente è stato definito anche il concetto di patrimonio orale e immateriale dell’umanità.
Infine, nel 2001, ha visto le luce anche il concetto di patrimonio sommerso dell’umanità, ma ad oggi, è stato ratificato solo da 14 Nazioni.
 
Per valutare e determinare un sito ufficiale come “Patrimonio dell’Umanità”, l’UNESCO utilizza dal 2005, una serie di dieci criteri (culturali e naturali), perché i siti designati devono essere di “eccezionale valore universale” e soddisfare almeno uno dei dieci criteri. Importante, inoltre, è la conoscenza di questi criteri di analisi e di valutazione, fondamentali per la scelta universale, che si possono così riassumere: 1° “rappresentare un capolavoro del genio creativo umano”; 2° “testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico”; 3° “apportare una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltà”; 4° “offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica o del paesaggio o tecnologico illustrante uno dei periodi della storia umana”; 5° “essere un esempio eminente dell’interazione umana con l’ambiente”; 6° “essere direttamente associato a avvenimenti legati a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato eccezionale (possibilmente in associazione ad altri punti)”; 7° “rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale”; 8° “essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici”; 9° “essere uno degli esempi eminenti dei processi ecologici e biologici in corso nell’evoluzione dell’ecosistema”; 10° “contenere gli habitat naturali più rappresentativi e più importanti per la conservazione delle biodiversità, compresi gli spazi minacciati aventi un particolare valore universale eccezionale dal punto di vista della scienza e della conservazione”.
 
L’ultimo aggiornamento, dei beni da tutelare segnalati, dopo la riunione del 38° “Comitato per il patrimonio dell’umanità” nel giugno 2014 a Doha (Qatar – Golfo Persico), è formato da una lista composta per un totale di 1007 siti (di cui 779 beni culturali, 197 naturali e 31 misti), presenti in 161 Nazioni del mondo. L’Italia è la Nazione a detenere il maggior numero di siti, seguita dalla Cina (48 siti) e dalla Spagna (44 siti). Altre Nazioni, in ordine decrescente, che hanno siti significativi sono: Francia, Germania, Messico, India, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Australia, Brasile, Giappone, Iran, Canada, Grecia, Portogallo, Svezia, Turchia, seguono poi, Nazioni con meno di 15 siti. L’Unione Europea conta nel complesso 367 “Patrimoni dell’Umanità”.
 
In Italia, quasi tutte le Regioni hanno siti inclusi nella lista dei  “Patrimoni dell’Umanità”.
I 51 siti italiani sono stati iscritti nel corso di 36 anni, dal 1979 al 2015, iniziando con l’Arte Rupestre della Val Camonica fino a Palermo arabo – normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. Il nostro patrimonio è ricco di Centri Storici, come Roma, Firenze, Venezia, San Gemignano, Pienza, Siena, Napoli, Vicenza, Urbino, ecc., di aree archeologiche come Pompei, di Ville come quelle nella zona di Tivoli (Adriana e d’Este) e di tanti altri incantevoli luoghi culturali e naturali, che rappresentano l’orgoglio e il vanto del nostro Paese.
 
Il ruolo e il prestigio dell’UNESCO oggi è universalmente riconosciuto in tutto il mondo, la riprova è che presto sarà dotato di forza internazionale: veri e propri “Caschi blu della cultura” per proteggere il patrimonio artistico e culturale dell’umanità, evitando che si ripetano i recenti episodi che hanno portato alla distruzione di beni archeologici e culturali. La proposta del Governo italiano per includere la componente culturale nelle missioni di pace dell’ONU diventa realtà, perché il Consiglio esecutivo dell’UNESCO ha espresso il proprio sì dopo che la risoluzione italiana condivisa e sottoscritta  da 53 Paesi dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e sostenuta dai membri permanenti del Consiglio di sicurezza, è stata votata per acclamazione.
 
I settanta anni dell’UNESCO, con grande realismo, rappresentano una sorta di fotografia, anche se un po’ sfocata,  dell’evoluzione che si è verificata nel mondo sui valori, sui diritti, sulle libertà, sulla cultura e la pace, con una prevalenza di risultati positivi, purtroppo per gli eventi delle ultime ore, hanno cambiato lo spirito con il quale doveva essere ricordato il 16 novembre, giorno dell’istituzione dell’UNESCO,  perchè le  drammatiche vicende della tarda serata  di venerdì 13 novembre 2015 a Parigi, hanno cambiato lo scenario politico della comunità internazionale.
 
Il massacro islamico a Parigi, con una azione terroristica da parte dell’Isis,  con centinaia di morti e feriti, ha scosso tutto il mondo con ripercussioni non facilmente prevedibili nel breve e medio termine. Commenti e dichiarazioni autorevoli  hanno definito quanto accaduto nella Capitale francese in questi termini: “Siamo in guerra”, “E’ una parte di terza guerra Mondiale”, “Un attacco non solo al popolo francese, ma a tutta l’umanità e ai valori che noi condividiamo”.
La stampa, la televisione, la rete, hanno dato notizie, informazioni in tutto il mondo senza interruzioni, con dibattiti sul “che fare dopo quanto successo a Parigi” da parte della comunità internazionale, le risposte prevalenti sono state quelle di ricercare l’unità per un’alleanza fra Nazioni, per sconfiggere il radicalismo islamico che l’Isis rappresenta perché non ci possiamo rassegnare al dominio del terrore e al trionfo della paura. E questo non lo faremo mai, perché i valori nei quali crediamo sono più forti.
 
In questo contesto, aver ricordato l’UNESCO, e il ruolo che le Nazioni Unite intendono riservare all’educazione, intesa come progresso sociale e dialogo tra le persone, attraverso cui conoscersi e vivere in pace, è una fondamentale condizione alla quale  l’Italia e l’Europa  devono essere  sempre più protagoniste attive.
 
Roma, 15 novembre 2015
 
 
 
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