2 aprile è il Blu Day. La Giornata mondiale dell’autismo - di Luciano Di Pietrantonio
sabato, 02 aprile 2016 notizie
 
Che cosa unisce, nella giornata del 2 aprile, i palazzi e i monumenti del mondo, insieme con quelli  del nostro Paese, che  si illuminano di blu, per un solo giorno all’anno? Che cosa hanno in comune  l’Empire State Building di New York, la Willis Tower di Chicago, la CN Tower di Toronto, la Burjul Mamlkah di Riyadh in Arabia Saudita, la Statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro e i tanti luoghi simbolo di  altre città del mondo? Così come in Italia, cosa rende simili il Palazzo Montecitorio a Roma, la Basilica di San Francesco ad Assisi, il Politeama di Palermo, il Pirellone di Milano, la Mole Antonelliana a Torino, e ancora i siti simbolici di  Napoli, Arezzo, Verona, e di tante altre città della penisola?
Ecco cosa unisce il 2 aprile: è l’occasione nella quale si celebra  la “Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo,” promossa dall’ONU, fin dal 2007, anno in cui si tenne per la prima volta. La scelta del blu, è un colore simbolo, che richiama il cielo, il mare e l’infinito, e  unendo idealmente  tutti i popoli, dei continenti della terra, per realizzare eventi di solidarietà, di divulgazione e di sostegno alle persone autistiche e alle loro famiglie.
Che cos’è l’autismo? Era chiamata originariamente “sindrome di Kanner” (Leo Kanner, 1896/1981, descrisse per primo, nel 1943, l’autismo infantile precoce, è stato un psichiatra austriaco, naturalizzato statunitense) ed è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo neuro – psichiatrico che interessa la funzione celebrale; la persona affetta da tale patologia esibisce un comportamento tipico caratterizzato da una mancata diminuzione dell’integrazione socio – relazionale e della comunicazione con gli altri ed un parallelo ritiro interiore. Adesso, in questo periodo, sono ancora sconosciute le cause di tale manifestazione.
L’autismo, fenomeno raro fino al 1980 (1 caso su 2.000), ha presentato in questi ultimi trent’anni una crescente diffusione: le statistiche registrano un caso su 150 nuovi nati (Center for Disease Control, USA, 2007). In Italia e in Europa il bambino autistico  viene considerato “psicotico” (affetto da psicosi) su base genetica e trattato da neuropsichiatrici con terapia farmacologica, psico – logopedia riabilitativa e, dopo quindici – venti anni di età, mediante ricoveri in case protette, anche se il peso più rilevante è sostenuto, prevalentemente, dalle famiglie. L’autismo è il peggiore degli handicap, perché pur accompagnandosi a un aspetto fisico normale, è un handicap grave perché  coinvolge, come è noto, diverse funzioni celebrali e perdura per tutta la vita.
Qual è  la causa dell’autismo? Non ha una singola causa: molteplici geni e fattori ambientali, come virus o sostanze chimiche, possono contribuire a determinare il disturbo autistico. Quali sono i numeri dei casi di autismo? Va ricordato, anche se questa delicata patologia è in forte aumento, che i maschi sono coinvolti 4 – 5 volte più delle femmine, e  in Europa non esistono stime ufficiali in tutti i Paesi.
Le stime in questo periodo disponibili, indicano una prevalenza che varia dall’1 su 133 a 1 su 86, sia in Europa che negli Stati Uniti. In Italia non esistono stime di prevalenza a livello nazionale, se si applica la valutazione come negli Usa si può ipotizzare, realisticamente, che nel nostro Paese tra le 550 e le 600 mila famiglie convivano con questo disturbo autistico. Mediamente passano due anni tra l’inizio dell’indagine medica da parte dei genitori e una diagnosi certa di autismo.  
Sono tanti gli eventi per la Giornata mondiale che si tengono nelle singole nazioni. Uno degli aspetti che suscitano grande interesse, un po’ ovunque, è il rapporto tra autismo, cinema e televisione. A guardare la ricca produzione di questi ultimi decenni, ai quali si aggiungono via via nuovi titoli, sembra proprio che sia il cinema uno dei linguaggi migliori quando si parla di autismo. Lo dimostrano i tanti lavori che, a diverse latitudini, registi e cineasti, dedicano al tema. Alcuni, con grandi riconoscimenti in diversi festival e rassegne, come il famoso film “Rain Man – L’uomo della pioggia”, che si è aggiudicato quattro Premi Oscar e ha vinto l’Orso d’oro a Berlino, nel 1989, interpretato da Dustin Hoffman, Tom Cruise e Valeria Golino.
Una pellicola con una valenza conoscitiva significativa, dove Hoffman si cala nella parte di un malato di autismo (che rende la possibilità di comunicare molto ardua, e che impedisce l’autosufficienza dei colpiti, li condanna all’emarginazione). Hoffman ha ereditato dal padre tre miliardi e il suo giovane fratello, interpretato da Cruise, traffichino di pochi scrupoli, rapisce il fratello, cerca di mettere le mani su una parte del patrimonio, con la scusa di avere l’affido. Ma un viaggio verso Los Angeles riavvicinerà i due fratelli. Paradossalmente sarà proprio l’handicappato a giovare di più al fratello sano, facendogli vincere una ragguardevole somma  di denaro a Las Vegas, infatti Hoffman è un genio della matematica, anche se severamente carente in altre attività intellettuali. Cruise rinuncerà all’eredità paterna e  riporterà il fratello autistico nella  clinica psichiatrica e promette che andrà a trovare frequentemente il fratello. Un film vero che fa riflettere.
A proposito di film,  va ricordato la produzione da parte di Robert De Niro di un documentario, presentato dal Trebeca Film Festival di New York, dove si evidenziava il legame tra vaccini e autismo, che suscitando un’ondata di polemiche e di critiche è stato ritirato. E’ stato riconfermato che non esiste alcun rapporto tra vaccini e autismo. Una novità, invece viene dall’Argentina, nel 2013, è stata approvata una legge sulla diagnosi precoce dell’autismo. Grazie a questa norma c’è l’obbligo di una visita per tutti i bambini nei primi diciotto mesi di vita. Dall’autismo non si esce, ma la cosa che funziona meglio è iniziare  prima possibile una quotidiana e costante operazione sul comportamento, in modo che i ragazzi possano avere una speranza di autonomia.
Nel nostro Paese, ai primi di agosto del 2015, è stata approvata la prima legge sull’autismo. Una legge quadro, che certamente aiuta a dare risposte ai soggetti colpiti da questa delicata patologia, ma dovrà essere migliorata, che preveda l’inclusione scolastica, e  garantire docenti con una preparazione specifica, evitando il rischio che esistano solo, anche se meritevoli, risposte private. L’incremento degli alunni disabili ( tutte le patologie) nelle scuole italiane ha registrato un + 24%, passando dai 174.404 del 2007/2008 ai 217.563 del 2015/2016. Il Ministero della Pubblica Istruzione pone l'accento come l’incremento percentuale di disabili nelle paritarie, dal 2004 al 2015, sia stato del 63,1%, a fronte di un aumento inferiore nelle statali. Segno che le famiglie apprezzano sempre più la cura e l’attenzione del sistema paritario.
Ecco perché il 2 aprile si celebra la “Giornata della Consapevolezza sull’Autismo”, non solo per i monumenti e palazzi che si tingono di luce blu, ma anche per incontri, convegni, manifestazioni, eventi culturali, sportivi e ludici, che avranno come protagonisti anche persone dello spettro autistico. Cosi come raccolte di fondi attraverso le reti televisive e radiofoniche, esprimendo solidarietà, e sostegno alla  ricerca e alle persone autistiche e alle loro famiglie. Sperando che lo spirito del 2 aprile, sia per i 365 giorni dell’anno.
 
 
 
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