Origini del progetto
Le linee programmatiche
Un processo di globalizzazione dei mercati senza regole è la principale causa della grave crisi economica e finanziaria con cui si misurano i sistemi politici democratici. Nell’affannosa ricerca di una stabile e strutturale soluzione della crisi, si fa strada la convinzione che possano essere messi in discussione i diritti politici e sociali conquistati duramente nel secolo scorso, sottovalutando quanto la loro affermazione sia alla base degli stessi ordinamenti democratici. Le origini della crisi debbono invece spingere l’opinione pubblica dei paesi democratici a sostenere l’urgenza di una regolamentazione dei mercati, senza la quale non si perverrà ad una nuova prolungata fase di sviluppo e saranno cancellate conquiste sociali e civili che caratterizzano la civiltà europea.
Nel nostro Paese le conseguenze della crisi economica globale unitamente alla crescita del deficit e del debito pubblico hanno accresciuto le disuguaglianze (territoriali, generazionali, sociali) già esistenti generando, come testimoniato dal crescente astensionismo nelle competizioni elettorali, sfiducia nella possibilità che esse vengano ridotte da quanti hanno responsabilità nelle istituzioni democratiche. Un giudizio reso più inappellabile dalle ricorrenti
evidenze di spreco di denaro pubblico, sia per inefficienza, sia per dolo.
Teorema ritiene che una tale situazione non giustifichi assuefazione ma reclami l’operare per una condivisa visione politica del futuro del Paese, in cui sia maggiore la partecipazione e l’impegno dei cittadini e venga assicurato il pluralismo delle idee, in ogni istanza della vita collettiva.
La torsione che sta subendo l’impianto legislativo su cui si fondano le istituzioni democratiche del nostro Paese, l’assuefazione dei cittadini ad evidenti prove di scadimento dell’etica pubblica sono fra le ragioni del rinnovato impegno di Teorema ad affrontare i termini nuovi della questione politica e sociale nel nostro Paese ed in particolare nel Lazio. Una risposta inseparabile dal destino dell’Unione Europea, nella quale l’Italia deve continuare a svolgere una politica di coesione, basata sulla valorizzazione delle regioni. Ciò non in antitesi con una visione unitaria degli stati, ma come valorizzazione delle millenarie culture locali di cui è ricca l’Europa in grado di concorrere fattivamente ad una diffusa politica di risanamento e  sviluppo. Malgrado le tante energie dedicate alla costruzione della moneta unica, all’allargamento a ventisette stati e al Trattato di Lisbona per il rilancio dell’Unione, la crisi di queste settimane ha dimostrato che per salvaguardare i risultati raggiunti, all’Unione Europea  non è sufficiente allineare le politiche di bilancio, ma deve tendere a coordinare le politiche fiscali dei singoli paesi e rafforzare le istituzioni politiche di cui si è dotata dando avvio alla fase di costruzione dell’unità politica.
Il bene dell’Italia e dell’Europa è nel riconoscimento fra i cittadini del valore degli istituti democratici e che per la loro salvaguardia occorra investire su ricerca, innovazione e formazione, per uno sviluppo sostenibile.
La debolezza dell’attuale dibattito culturale e politico ha finito per ingenerare la convinzione che le riforme istituzionali fossero in grado, da sole, di risolvere problemi che richiedevano soluzioni di natura politica, economica e sociale. Si è così sovraccaricato di aspettative qualunque intervento legislativo in materia e si è sottovalutata, per impotenza a perseguire un disegno coerente, la possibilità di pervenire con ampio consenso ad un rinnovamento del nostro ordinamento.
Teorema giudica gravi i ricorrenti attacchi alla nostra Costituzione repubblicana, con i tentativi di aggirarla con leggi ordinarie, poiché nella sua presunta “rigidità” risiede la garanzia che nessuna maggioranza possa modificarla mettendo in discussione i diritti, le libertà e le regole fondamentali della vita democratica. A maggior ragione nella nuova fase aperta dall’attuazione della legge sul federalismo fiscale.
I decreti attuativi possono rappresentare il primo passo verso un recupero di legittimità e rappresentatività delle istituzioni nazionali e locali, come possono essere un impervio percorso che porti ad ulteriore separatezza fra le regioni più forti e quelle strutturalmente più deboli con la perdita della natura solidaristica del nostro impianto costituzionale. Nel contempo non può essere sottaciuto che la legge interviene in modo parziale su questioni che interessano livelli istituzionali diversi, inseparabili dagli impegni assunti nell’Unione Europea, a partite da quelli di equilibrio finanziario e dagli obiettivi della Strategia di Lisbona.
Condizione di un processo virtuoso in grado di vincere le grandi sfide che attendono le democrazie nei prossimi anni, è la coerenza con i valori della Costituzione repubblicana, con la costruzione di un reale Stato delle autonomie, che ove ne esistano le condizioni, realizzi il principio di sussidiarietà, inseparabile da quello della solidarietà nazionale, per valorizzare il contributo che i cittadini possono dare nelle diverse attività per meglio conseguire lo sviluppo economico e sociale delle collettività locali.
E’ parte di questo disegno l’autonomia delle forze sociali; la loro capacità di rappresentare le profonde trasformazioni in atto nell’economia e nella società, il loro agire improntato al valore della responsabilità verso la collettività sono linfa vitale per il sistema democratico.
Da questo approccio culturale che ha radici nel dettato costituzionale e dalla insufficiente elaborazione di soluzioni in grado di andare oltre la difesa dell’esistente Teorema trova la determinazione ad operare come realtà nella quale si possano generare idee e competenze con lo sguardo rivolto verso il futuro.
Un primo banco di prova l’Associazione lo individua nella lettura dei processi di trasformazione in corso nella nostra Regione, a cui va prestata grande attenzione perché da essa deve scaturire la migliore elaborazione degli atti legislativi di competenza regionale e la ricaduta della legislazione statale concorrente. Un processo che richiede un impegno di lungo periodo se si vuole evitare che la necessaria riforma che dovrà interessare l’ordinamento regionale risponda solo ad esigenze di breve periodo.   
A tal fine Teorema si propone quindi come uno spazio aperto al contributo delle realtà locali, dai municipi alle provincie, per contribuire a rafforzare la partecipazione di base e promuovere la formazione di una nuova classe dirigente.
Fanno parte di questo impegno proseguire nello studio e nell’approfondimento delle tematiche affrontate, impegnandosi ad alimentare il pluralismo ed il confronto tra diverse sensibilità, valorizzando le competenze presenti al suo interno e di quanti vorranno condividerne gli obiettivi e offrendo una sede di ricerca e confronto in particolar modo al mondo dei giovani, del lavoro (dei lavoratori ed imprenditoriale), della scuola, della ricerca e della cultura.
 
Le aree d’intervento
 
La prima area, di carattere culturale e politico, è contribuire al dibattito in corso sui temi del consolidamento della democrazia e del riordino delle istituzioni di governo e dei sistemi amministrativi a livello regionale e territoriale e partecipare alla definizione delle politiche di riforma nei settori istituzionale, amministrativo, economico e sociale. Ciò sarà perseguito svolgendo ed elaborando indagini, progetti, proposte, documenti, studi, per fornire materiali e strumenti utili all’opinione pubblica e alla classe dirigente interessata a discussioni non ideologiche e pregiudiziali, ma libere e informate.
Teorema vuole inoltre partecipare alla diffusione della cultura democratica e di un’etica pubblica consapevole della inscindibile connessione esistente fra i diritti e le libertà formali e sostanziali, i soli quest’ultimi che possano assicurare il rispetto della dignità della persona.
 
La seconda area è lo studio, la ricerca e la promozione di occasioni di riflessione su:
1.      i settori economici e territori delimitati ravvisando che dalla loro più approfondita conoscenza possa scaturire una più valida politica di valorizzazione a livello regionale e degli enti locali per superare gli effetti negativi della crisi. Fa parte di quest’area d’intervento la riprogettazione delle amministrazioni pubbliche per accrescerne l’efficienza e l’efficacia, ridurne i costi, migliorare la qualità dei servizi e delle prestazioni, unitamente alla crescente richiesta dei cittadini di trasparenza. Obiettivo che richiederà la predisposizione di modelli organizzativi in cui si realizzi l’integrazione delle diverse specializzazioni richieste per la realizzazione dei progetti ed un’azione di monitoraggio delle strutture amministrative, in relazione alle priorità politiche e alla soddisfazione della domanda dei cittadini. Due ambiti rivestono un’importanza particolare: l’assistenza sanitaria che per la quantità di risorse impegnate diviene misura dell’etica pubblica che ispira gli amministratori nella gestione di un bene primario; l’istruzione e la formazione, per il ruolo strategico che svolgono per la diffusione della partecipazione democratica e il successo delle politiche di sviluppo.
2.      le politiche per le nuove generazioni per le carenze che dimostra il nostro sistema del welfare sia nell’età dello studio, sia in quella post–scolastica ed universitaria. Una situazione che accresce le disuguaglianze di ceto sociale e che produce sfiducia e disinteresse da parte dei giovani per le scelte delle istituzioni e le politiche pubbliche. A tal fine si vuole predisporre un’area di ricerca specifica che ad iniziare dalla conoscenza degli interessi dei giovani sui temi di maggior rilievo per la loro condizione (i consumi ed i comportamenti, la politica europea, il lavoro, il welfare e l’economia, l’innovazione tecnologica) predisponga proposte da portare nelle sedi istituzionali. Con l’offerta di questa opportunità Teorema vuole nel suo limitato raggio d’azione stimolare il protagonismo dei giovani affinché si propongano come futuraclasse dirigente per avviare con competenza e “spirito di servizio” il ricambio di classe dirigente e di rinnovamento della vita politica, negli ambiti dei loro interessi, che può essere realizzato solo addestrandosi alla responsabilità e applicandosi con continuità e conoscenza alla soluzione dei problemi;
3.      la green economy è l’unica vera opportunità per uscire da due grandi crisi, quella climatica e quella economica, per lasciare un mondo vivibile alle generazioni future, per costruire lo sviluppo e creare nuovi posti di lavoro tenendo conto del vincolo delle risorse naturali. L’economia verde è quindi una via di sviluppo che non persegue modelli di crescita alimentari a debito e con consumo insostenibile di risorse naturali 
 
Roma, 26 maggio 2010
 
 
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