San Valentino: una festa fra storia, leggenda…. e commercio! ( di Luciano Di Pietrantonio)
lunedì, 16 febbraio 2015 cultura
 
 
 
In gran parte del mondo (in modo particolare in Europa, nelle Americhe e in Estremo Oriente) il 14 febbraio è la ricorrenza della festa di san Valentino, detto anche san Valentino da Terni, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato patrono degli innamorati e protettore degli epilettici. E’ commemorato nel Martirologio Romano il 14 febbraio, giorno in cui veniva celebrata l’antica festa di santa Febronia, martire in Turchia, poi convertita in san Valentino.
 
La ricorrenza di san Valentino ha sostituito in epoca cristiana i Lupercali, che erano riti dell’antica Roma, dedicati alla fertilità, per contrastare la sterilità, e alla protezione del bestiame ovino, e non all’amore romantico. Infatti nel 496, papa Gelasio I dedicò il 14 febbraio al santo e martire Valentino, probabilmente anche con lo scopo di cristianizzare la festività pagana dedicata al dio Fauno, che secondo la versione latina era figlio di Giove e della maga Circe.
 
I Lupercali erano una festività romana che si celebrava nella metà di febbraio con riti di purificazione, secondo il filosofo greco Plutarco; mentre un'altra leggenda ricorda che i Lupercali venivano celebrati in una grotta sul colle romano del Palatino, dove i fondatori di Roma, Romolo e Remo, sarebbero cresciuti allattati da una lupa. I Lupercali furono una delle ultime feste romane ad essere abolite dai cristiani. In uno scritto di papa Gelasio I si legge che a Roma durante il suo pontificato (fra gli anni 492 e il 496) si tenevano ancora i Lupercali, sebbene ormai la popolazione fosse da tempo almeno nominalmente cristiana.
 
Nell’anno 495, il Papa scrisse una lettera ad Andromaco, portavoce del Senato romano (princeps Senatus), rimproverandolo della partecipazione dei cristiani alla festa dei Lupercali, e si ignora se la festa sia stata abolita quell’anno, o se sia sopravvissuta per qualche tempo ancora. Secondo alcuni studiosi si riteneva che probabilmente il significato religioso della festa fosse andato perduto ( del resto era già trascorso un secolo dalla proibizione dei culti romani decretata per legge dall’imperatore Teodosio I, nell’anno 392) e che ormai avesse un carattere puramente folkloristico.
 
Cosa sappiamo dopo circa XVIII secoli di san Valentino? Nasce a Interamma Nahars (oggi Terni) nell’anno 176, in una famiglia patrizia, fu convertito al cristianesimo e consacrato vescovo di Terni nel 197, a soli 21 anni. Grande predicatore del Vangelo, la sua popolarità era notevole, ciò irritò  l’imperatore Aureliano che proseguiva con le  persecuzioni contro i cristiani. Il vescovo Valentino fu arrestato e portato fuori Roma, sulla via Flaminia, dove fu torturato e decapitato nella notte del 14 febbraio 273, a 97 anni.  Il corpo fu sepolto a Terni ad opera dei suoi discepoli Proculo, Efebo e Apollonio.  
 
Sono molte le leggende entrate a far parte della cultura popolare, su episodi riguardanti la vita e il carisma di san Valentino. Fra questi episodi, uno racconta che unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia e il centurione romano Sabino: l’unione era ostacolata dai genitori di lei ma, vinta la resistenza di questi, si scoprì che la giovane era gravemente ammalata. Il centurione chiamò Valentino al capezzale della giovane morente e gli chiese di non essere mai più separato dall’amata: il santo Vescovo lo battezzò e quindi lo unì in matrimonio a Serapia, dopo di che morirono entrambi.
 
 
 
Un altro episodio narra come un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Un’altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani, facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni, che si scambiavano dolci gesti d’affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell’espressione “piccioncini”.
 
 
 
La figura di san Valentino è nota per il messaggio di amore portato da questo santo, ma l’associazione specifica con l’amore romantico e gli innamorati è quasi certamente posteriore alla sua esistenza, e la questione della sua origine è controversa ancora oggi. Una delle tesi più note è che l’interpretazione di san Valentino, come festa degli innamorati, si debba ricondurre anche all’opera letteraria dell’inglese Geoffrey Chaucer, “ Il parlamento degli uccelli”, perché considerato il primo riferimento storico all’idea che il 14 febbraio è il giorno speciale per fidanzati e amanti.
 
Comunque, senza richiamare ricorrenze significative e simboliche, di fidanzamenti di regnanti inglesi, non v’è dubbio che a metà di febbraio si riscontrino i primi segni di risveglio della natura e nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data iniziasse l’accoppiamento degli uccelli e quindi l’evento si prestava a considerare questa la festa degli innamorati. La pratica moderna di celebrazione della festa, invece, centrata sullo scambio di messaggi d’amore e regali fra innamorati risale al poeta Chaucer, in cui prese forma la tradizione dell’amor cortese. Alla sua diffusione contribuirono i monaci benedettini attraverso i loro numerosi monasteri, essendo stati affidatari della Basilica di san Valentino a Terni dalla fine della seconda metà del VII secolo.
 
Il tratto più caratteristico (nei paesi di cultura anglosassone e per imitazione anche altrove) della festa di san Valentino è lo scambio di “valentine”, biglietti d’amore romantico (la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce, ecc.). La più antica “valentina” di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo, e fu scritta da Carlo d’Orleans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra.       
 
A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e la commercializzazione su vasta scala di biglietti d’auguri dedicati a questa ricorrenza. Esiste una stima che valuta in circa un miliardo di biglietti spediti, nel mondo, per il 14 febbraio, numero che colloca questa ricorrenza al secondo posto, come numero di biglietti acquistati e spediti, dopo gli  auguri di Natale. Il processo di commercializzazione della ricorrenza continuò nella metà del XX secolo, soprattutto a partire dagli Stati Uniti. La tradizione dei biglietti amorosi iniziò a diventare secondaria rispetto allo scambio di regali come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori, o gioielli.
 
Oggi, nel XXI secolo, il commercio in maniera scientifica e comunicativa, ci ricorda della festa di san Valentino con un tam-tam pubblicitario, che attraverso la tv, la radio e pagine intere di giornali propongono appuntamenti culturali, opportunità turistiche, occasioni cinematografiche con film immortali, incontri in ristoranti per innamorati, percorsi romantici in strade storiche, oltre ad acquisti non solo di cioccolatini, ma di cellulari, tablet e prodotti tecnologici di ultima generazione.
 
Nonostante tutto ciò, san Valentino rimane idealmente e sostanzialmente la festa degli innamorati.  Anche se difficile alimentarla, in tutte le stagioni della vita, ma sempre bella e interessante da vivere in compagnia.
 
Roma, 13 febbraio 2015 
 
 
 
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