Manifesto per la rinascita di Roma
sabato, 16 aprile 2016 primo piano
 
Teorema si riconosce nel movimento d’opinione che si è formato nella cittadinanza romana impegnato nella rinascita civile, sociale ed economica della Capitale; l’Associazione sente l’esigenza di richiamare i cittadini romani, in occasione delle imminenti elezioni amministrative, a contrastare demagogie e semplificazioni nella giusta denuncia della dissipazione delle risorse pubbliche, della corruzione e del malgoverno comunale. Nel contempo sollecita i candidati all’incarico di sindaco e di consigliere dell’Assemblea capitolina ad esprimersi in modo compiuto sui contenuti programmatici nell’auspicio che questi prevalgano nelle decisioni degli elettori.
Le analisi condotte da quanti si sono espressi sulle condizioni della città e sulle prospettive immediate sono concordi nel ritenere che sia prioritario colmare la divaricazione che si è creata fra la cittadinanza ed il Campidoglio. Il distacco mostrato dai cittadini rispetto agli interessi della collettività è andato oltre l’individuale illusione di autosufficienza che attrae larga parte della società italiana. A Roma è la dura risposta agli amministratori e alle forze politiche per il degrado del territorio e per non aver contrastato una crisi economica dalle devastanti conseguenze sociali.
Il disordinato assetto urbanistico romano, la conurbazione con alcuni comuni confinanti, l’insufficienza del trasporto pubblico e la congestione da traffico che ciò determina anche per l’attrazione che la Capitale esercita sui residenti di un territorio più vasto rendono necessaria una pianificazione metropolitana e la trasformazione del comune di Roma in una città policentrica riconoscendo le molte città che vivono al suo interno, formalmente racchiuse nei confini amministrativi dei municipi.
La diversità dei contesti urbani all’interno dei municipi rafforza l’esigenza di dotarli di autonomia amministrativa per accrescere la capacità di governo del territorio, per dare risposta alle pressanti richieste di tutela dei cittadini e per valorizzare le tante identità territoriali esistenti al loro interno.
L’identificazione dei cittadini romani con il territorio in cui vivono ha rafforzato il senso d’essere una comunità soprattutto nei quartieri e nelle zone che maggiormente hanno risentito della crisi; su questo valore va costruito, con opportuna regolamentazione e riconoscimento, un rinnovato impegno dei cittadini alla partecipazione, attraverso le loro associazioni e comitati. Ciò contribuirà alla crescita di una responsabilità comune arginando una gestione burocratica e tecnocratica delle politiche per la città, migliorerà la fruizione dei servizi a domanda individuale e renderà più efficiente il rapporto con le imprese erogatrici dei servizi a rete. Autonomia che non esime i municipi dall’essere soggetti di una strategia finalizzata alla coesione sociale di scala metropolitana oltre i loro confini amministrativi, giovandosi delle esperienze pubbliche e private già presenti.   
La presenza di oltre 360.000 cittadini stranieri il 12,7% della popolazione residente a Roma, in grande maggioranza giunta nella Capitale negli ultimi venti anni, richiama l’amministrazione comunale ad assumersi l’onere di una reale politica d’integrazione. La capacità mostrata dalla città di assorbire l’arrivo annuale di migliaia di nuovi residenti (solo di recente scemato) contenendo le tensioni sociali e culturali, deve essere considerata un valore espresso dai cittadini e da soggetti pubblici e privati che agiscono sul territorio, da portare a sistema di una politica pubblica con cui costruire un’ordinata convivenza. Il successo di questa impostazione poggia sulla condivisa trasmissione di un’idea della città che Roma vuole essere e in una governance sostenuta dal comune di Roma dei tanti e diversi attori culturali presenti nella Capitale (sovraintendenze, università, ufficio scolastico regionale, fondazioni ed istituzioni italiane e straniere, biblioteche) per una visione unitaria che dimostri la modernità dell’immenso patrimonio storico, archeologico, monumentale e naturalistico. La positiva risposta che ottengono le iniziative culturali promosse nella Capitale dimostra che vi sono a Roma le competenze e le potenzialità per corrispondere alle aspettative dei propri cittadini e di quanti la visitano da tutto il mondo.
 
L’opportunità Città Metropolitana di Roma
 
E’ d’ostacolo all’apertura di questa nuova fase nella vita amministrativa il permanere di una concezione verticale delle competenze all’interno del Comune e fra i diversi dipartimenti. L’idea di riuscire in tal modo a rispondere meglio ai processi di cambiamento presenti nella vasta realtà cittadina si è dimostrata erronea per aver ridotto l’efficacia delle politiche intersettoriali, per non aver evitato illegalità e per l’indebolimento della rappresentatività democratica dei municipi.
Teorema considera ciò in evidente contrasto con l’esigenza di uniformare il rapporto con i cittadini ai criteri di sussidiarietà e cooperazione che necessita all’amministrazione comunale per l’insufficienza finanziaria ed organizzativa che la caratterizza.
Pur con questi limiti l’Associazione ritiene che coloro che saranno eletti siano in grado da subito di porre le fondamenta per una rigenerazione delle condizioni di sviluppo sostenibile della città e vi siano le opportunità anche legislative per un ordinamento più favorevole di quello a cui la Capitale è dovuta finora sottostare.
L’avvio delle Città metropolitane ha aperto un’importante prospettiva per le maggiori città italiane ed avvia una riforma dell’ordinamento degli enti territoriali affinché siano nuovi motori dello sviluppo.
Teorema ritiene che in questo processo il Comune di Roma Capitale possa trovare una delle leve per la riorganizzazione della struttura amministrativa e la sua rinascita; i candidati sindaci e i consiglieri dell’Assemblea capitolina se ne facciano interpreti sostenendo la più estensiva applicazione della legge 56/2014 per le Città Metropolitane, con l’attuazione dello statuto e l’elezione diretta del sindaco metropolitano. In questo disegno rientra la richiesta al Parlamento di una legge elettorale che sia conforme ai principi di valorizzazione del territorio che hanno ispirato la legge 56 e l’autonomia amministrativa dei municipi da realizzare dopo una progettazione delle funzioni che ne riconosca la diversità e valorizzi l’essere enti di prossimità.
 
Riconoscere a Roma il ruolo di Capitale
 
Teorema invita infine i candidati sindaci e di consigliere dell’Assemblea capitolina a sostenere nei loro programmi elettorali la richiesta di attuazione dell’art. 114 della Costituzione che prevede uno specifico ordinamento per Roma Capitale. Assolvendo a questo impegno il Parlamento darebbe un’impostazione coerente a quanto dettato in via transitoria dalla legge 42/2009 (Federalismo fiscale) e dai decreti legislativi seguiti ad essa sul trasferimento di risorse finanziarie, beni e funzioni a Roma Capitale da parte dello Stato e della Regione Lazio. Un impegno assolto solo parzialmente, ulteriore prova dell’assenza di un disegno di valorizzazione della Capitale che   riduce il potenziale di crescita economica e culturale che essa può assolvere per l’intero Paese.
 
 
 
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